Prestito in 24 ore usuraio: cos’è, a cosa stare attenti

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Nel momento in cui si fa la richiesta per un prestito in 24 ore bisogna fare attenzione all’usura. Ma che cosa si intende con prestito usuraio? Non è raro che nel nostro Paese vi siano dei casi di usura bancaria, questo significa che gli istituti creditizi applicano dei tassi di interesse che oltrepassano la soglia stabilita dalla legge.

Parlando di usura si parla quindi di figure che fanno riferimento al credit crunch molto forte. Ciò viene fatto per far accettare la controparte, praticamente costringendola. Vediamo in questa guida che cosa è l’usura bancaria e tutte le sfaccettature attorno ad essa.

Cos’è l’usura bancaria

Quando si parla di usura bancaria si parla dell’applicazione, su tutti i finanziamenti che vengono concessi, di alcuni tassi di interesse effettivi. Sembra tutto nella norma, il problema sta che la somma del tasso nominale e degli oneri per la concessione della somma supera il limite che è consentito dalla legge sull’usura. 

L’usura bancaria ha delle soglie che vengono stabilite ogni tre mesi e sono diverse. Questo varia in base alla tipologia di finanziamento, per cui cambia per i mutui ipotecari a tasso variabile, ma anche per gli acquisti rateali, così come per il fido e lo scoperto sui conti correnti, infine sul credito revolving delle carte di credito.

Usura bancaria, perché è ricorrente?

Purtroppo, nel nostro Paese, come accennavamo è questione non rara incombere in usura bancaria per dei prestiti richiesti. Basti controllare le varie sentenze della Cassazione, spesso viene presa di mira da casi di usura e deve pronunciarsi.

C‘è stato in passato un caso nel gennaio 2013, quando con una sentenza numero 350 la Suprema Corte ha affermato che, per poter classificare e rendere un tasso come usurario, vengono considerati anche gli eventuali interessi di mora che sono inseriti in un contratto di finanziamento, anche se il rapporto non è mai andato a buon fine.

Poco dopo, ci sono state due sentenze che hanno affermato come i tassi risultino usurari anche mentre vi è un rapporto di finanziamento, si intende la conosciuta usura sopravvenuta. Quindi, non si tratta solo del momento in cui vengono resi noti i patti tra le controparti.

A queste sentenze della Cassazione si sono aggiunte quelle che sono state elaborate dall’Abf (Arbitro Bancario Finanziario). Qui è stato accolto il nuovo orientamento  giurisprudenziale che, a causa degli effetti dell’usura sopravvenuta, trasforma i mutui che sono a tasso fisso in variabile, ma solo al ribasso.

Collegio di Coordinamento e tasso fisso

Il Collegio di Coordinamento dell’Abf in data 10 gennaio 2014 (protocollo n°77/14) ha stabilito che il tasso fisso del 10% che viene previsto per un mutuo a 20 anni stipulato in passato è da considerarsi usuraio. Questo perché durante la vita del contratto il tasso soglia di usura risulta essere sceso ben al di sotto, avendo un minimo nel primo trimestre del 2011 al 6,28%.

Per cui, da qui si evince come il tasso di usura possa diventare reale mentre la vita del finanziamento si attua in funzione dei possibili mutamenti in base alle condizioni di mercato.

Inoltre, una volta presi in considerazione anche gli interessi di mora, le penali e tutte le altre spese che si sono previste, l’ipotesi è quella di aver provveduto ad una sottoscrizione anche di recente passato in ambito di finanziamenti che sono stati tali da oltrepassare il tasso soglia, questo già al momento della stipula.

Quando un tasso è illegale e come verificare se è così

Se si prende di nuovo in esame la sentenza del 2013, da parte della Corte di Cassazione, si devono considerare anche tutti gli interessi di mora. Questo deve essere fatto oltre all’interesse che viene previsto nel contratto di finanziamento. Il termine indica il tasso che il cliente deve pagare alla banca, nel caso in cui si dovesse verificare l’eventualità di non riuscire a pagare una o più rate che sono previste dal contratto sottoscritto.

Di solito la percentuale della mora viene stabilita maggiorando di un paio di punti le percentuali del tasso ordinario. Nel caso la banca sia usuraia, allora potremo appellarci alla magistratura. Questo solo nel caso in cui, sommando il tasso ordinario, gli stessi interessi di mora e le altre spese accessorie di un finanziamento, si dovesse superare il tasso soglia della legge, allora scatta l’ipotesi di tasso d’usura, in questo caso denominata originaria.

Come si calcola il tasso di usura

Per poter calcolare il tasso di usura si deve tenere presente che scatta nel momento in cui il Taeg del mutuo o del prestito avrà valore superiore al Tegm (Tasso Effettivo Globale Medio). La rilevazione del tasso viene effettuata ogni tre mesi dalla Banca d’Italia, questo tramite un preciso mandato del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Il Tegm, difatti, è quello che rappresenta il valore medio del tasso di interesse che viene praticato dai differenti Istituti bancari. Soprattutto da tutti quelli che offrono prestiti o mutui, comprendendo tutti gli oneri accessori del prestito, ma anche il valore soglia che non deve mai essere superato se non si ha intenzione di incorrere in un tasso di interesse detto di usura.

Cosa fare se scatta il tasso di usura

Nel momento in cui è evidente l’usura bancaria, il cliente che è malcapitato nella disavventura può rivalersi contro lo stesso istituto bancario colpevole. Se il cliente ha già effettuato il pagamento degli interessi usurari diventa soprattutto possibile agire in giudizio contro la banca.

Basta che vi sia il preciso scopo di riottenere la restituzione di tutte le somme ingiustamente pagate a titolo di interessi che sono usurari e quindi non dovuti, proprio in base a quanto è stato espressamente disposto dalla legge in ambito materia di mutuo.

In conclusione

Quindi, sappiate che Il Ministero fa sempre ai tassi medi di mercato, che vengono raccolti sotto la sigla Tegm, quindi è inteso il Tasso effettivo globale medio. I tassi di riferimento sono quelli aumentati del 25% e aggiungendo il 4%.

Importante è che la differenza tra il tasso soglia ed il Tegm non vada a superare l’8%. Se così fosse, allora ecco che vi troverete di fronte ad un tasso usurario e per questo denunciabile.